FARRO SPEZZATO Bio – Prodotto di Montagna 500 g

3,40

     

Codice 027

Peso confezione da  500 g

Descrizione: Farro Dicocco Raw Bulgur da agricoltura biologica coltivato in zona di Montagna

Il Farro è un alimento più digeribile del grano duro e del grano tenero e inoltre contiene una quantità di glutine molto inferiore.

E’ ricco di fosforo, sali minerali e vitamine e aiuta nelle diete ipocaloriche perché i suoi chicchi donano un grande senso di sazietà e aiutano il transito intestinale.

Inoltre, avendo un basso indice glicemico, è un ottimo sostituto di pasta e riso per chi deve mantenere bassi i livelli di glicemia.

Il farro cresce bene in terreni poveri ed è molto resistente al freddo, per questo motivo è ben coltivato in zone appenniniche.

Conservare in luogo fresco e asciutto

Valori nutrizionali medi per 100 g di prodotto:

Energia 1401Kj/335kcal
Grassi

di cui grassi saturi

di cui grassi monoinsaturi

0,30 g

0,02 g

0,24 g

 

Carboidrati

di cui zuccheri

di cui Amido

67,1 g

2,7 g

58,5 g

Fibre

di cui solubile

di cui insolubile

6,8 g

1,0 g

5,8 g

Proteine 15,1 g
Sale 0,018 g

 

Lavorazione

La particolarità del farro è che il seme, a fine trebbiatura, conserva ancora l’involucro protettivo (glumette), per cui abbisogna di una ulteriore fase di lavorazione (denominata “sbramatura” o “brillatura“). Questo inconveniente, unito anche alla bassa resa, lo ha reso nel tempo meno “popolare” del grano ed ha di fatto spinto il coltivatore a rivolgersi verso colture più redditizie.

La resa in brillato risulta pari a circa il 60-70% del prodotto iniziale.

Cenni storici

Le menzioni di questo cereale si ritrovano nella Mesopotamia del terzo millennio, ed in seguito anche nella Bibbia. Era conosciuto e coltivato nell’antico Egitto. Ezechiele lo usava come uno degli ingredienti per il suo pane (Antico Testamento Ezechiele, 4:9).

La farina di farro costituiva la base della dieta delle popolazioni latine.

Il pane di farro veniva consumato congiuntamente dagli sposi nel rito della cumfarreatio, la forma più solenne di matrimonio dell’antica Roma.

Nel medioevo venne progressivamente abbandonato poiché la raccolta è resa difficoltosa dal fatto che i chicchi tendono a cadere sul terreno man mano che maturano.

Il chicco è avvolto da una pellicola esterna molto dura e a questo proposito i Romani originarono una festa chiamata “Fornacalia” che diffuse la tecnica di arrostire il farro per liberarlo dalla buccia.

Tostare il farro divenne presto una pratica quotidiana degli antichi abitanti dell’Italia.

Divenuto quasi una coltivazione “di nicchia”, trova oggi una collocazione naturale nelle aziende biologiche.

 

Prodotto dall’Azienda Agricola Vaioli – Ca’ di Viso – 40063 Monghidoro (BO) – Italia; e dall’ Azienda Agricola ANTIGOLA in Località la Fornace di Barbarolo in Comune di Loiano (BO)-Italia.

Per Ca’ di Sopra Srl – Via Ceragne 28 – 40063 Monghidoro (BO) – Italia